I Santissimi, ovvero Sara Renzetti e Antonello Serra, sono poeti della carne. I due artisti rappresentano il corpo come strumento di comprensione dello spazio e del tempo. Indagano, con le loro anatomie impossibili, il ciclo nascita-morte. La White Noise Gallery sceglie – per la nuova sede espositiva – Rebirth, la bipersonale dei due artisti per inaugurare una nuova, audace, stagione.
Rebirth, curata da Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti, è il primo atto della nuova programmazione – più coraggiosa e concettuale – della White Noise Gallery. La galleria romana si trasferisce dal quartiere San Lorenzo a Via della Seggiola, nel cuore di uno dei quadrilateri dell’arte contemporanea a Roma.
Sceglie, dunque, I Santissimi per un evento artistico destinato a colpire l’immaginario dello spettatore. Protagonisti delle opere dei due artisti sono i corpi. Indeboliti, imperfetti, deformi. Sono disturbanti ma immersi in una calma irreale, per sottolineare la consapevolezza dell’angoscia e del loro essere incompleti. Questa condizione esistenziale, è urlata dalle sculture di resina protagoniste del percorso espositivo.
L’opera Self-portrait, ad esempio sembra essere il manifesto della poetica de I Santissimi. Le teste umane, che si concludono con due braccia (o zampe?) appollaiate a un trespolo sono la crasi del ciclo nascita-morte tanto caro alla ricerca di Renzetti e Serra.
Rebirth. I Santissimi inaugura sabato 24 marzo 2018. Il vernissage si terrà alle ore 18.30. È in mostra fino al 21 aprile.
White Noise Gallery – via della Seggiola 9, Roma.
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